Self Publishing e Partita IVA: ecco come funziona la tassazione

Partita Iva e tassazione Self-publishing. Ecco spiegato tutto il funzionamento

Oggigiorno, grazie alle quasi infinite opportunità che offre il Web, le possibilità di lavoro e di guadagno sono sempre più numerose. Infatti, a differenza di alcuni anni fa, le novità sono davvero tante. Una di queste è senza dubbio il Self Publishing. Di cosa si tratta? Come mai sta riscuotendo sempre più successo? Nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio ogni aspetto legato all’attività di self-publishing, così come vedremo anche la questione legata alla fiscalità. Serve davvero la partita IVA per lavorare come self-publisher? Scopriamolo insieme.

Self Publishing: nuova possibilità di guadagno.

Prima di vedere nel dettaglio ogni aspetto legato al Self Publishing, facciamo alcune importanti premesse generali in merito alle varie tipologie di attività economica che è possibile svolgere. Una prima classificazione riguardante queste ultime può essere quella riguardante il tipo di guadagno. Infatti, ci sono lavori che permettono di ottenere una retribuzione, altri invece permettono di ottenere una rendita. Che differenza c’è tra queste modalità di guadagno? Dove si colloca il Self Publishing?

Guadagnare con il self-publishing

Che cos’è la retribuzione.

La retribuzione consiste nel versamento di una somma di denaro, a fronte di una precisa attività svolta. In altre parole, la retribuzione è il metodo di guadagno più diffuso in assoluto. Al contrario di quanto si possa pensare, la retribuzione non riguarda solo i lavoratori dipendenti, ma anche i liberi professionisti. Pensiamo ad esempio ad un avvocato piuttosto che ad un geometra, oppure ad un idraulico. Tutti questi professionisti vengono pagati in base alla prestazione che svolgono, prestazione che può essere intellettuale o manuale. Alcune prestazioni sono decisamente costose, altre invece sono più “a buon mercato”. Nonostante ciò, se guardiamo la situazione da un punto di vista differente, appare subito evidente un aspetto molto importante. L’avvocato, l’idraulico e il geometra saranno sempre costretti a lavorare per ottenere la retribuzione. Poco importa il valore della parcella: alta o bassa che sia, il professionista deve comunque erogare una prestazione, qualunque essa sia.

Cos’è la rendita

Riprendendo il discorso dell’ultimo paragrafo, per ottenere una retribuzione è necessario erogare una prestazione. Vien da sé che per erogare una prestazione sono necessari tempo ed energia che devono essere spesi ogni volta in modo continuativo. Al contrario, la rendita è un metodo di guadagno del tutto differente. Un esempio molto semplice? Beh, basti pensare agli artisti oppure agli inventori. Certo, sono due attività del tutto differenti, ma il concetto che sta alla base di entrambe è il medesimo. Per dirla in parole molto semplici: nella rendita, si lavora una volta sola, ma i guadagni arrivano per tutta la vita. Pensiamo ad esempio ad un libro, piuttosto che ad una canzone o ad un brevetto: tempo ed energie vengono impiegati per un periodo circoscritto e limitato. Il guadagno arriverà proprio nel momento in cui si “smette di lavorare”.

Rendita o retribuzione?

E’ meglio guadagnare con le rendite o con le retribuzioni? Beh non può esserci una risposta univoca a questa domanda, in quanto la questione è troppo soggettiva. In altre parole dipende tutto dai propri obiettivi e dalle proprie attitudini. Da un lato non tutti sono in grado di creare qualcosa di unico e di grande valore, mentre dall’altro ci sono persone che non sono disposte a percepire un retribuzione investendo quotidianamente tempo ed energia. Insomma, la scelta dipende in tutto e per tutto da se stessi. Anzi, per meglio dire, tutto dipende dal valore che ognuno di noi da al proprio tempo e alle proprie energie.

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Cos’è il Self Publishing

Eccoci giunti nel vivo dell’argomento, ovvero il Self Publishing. Questo sostantivo anglosassone non indica altro che l’ ”auto-edizione”, ovvero la pubblicazione in proprio di contenuti testuali. Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, il solo fatto di scrivere e pubblicare un libro permette di ottenere delle rendite a vita. Fino a un po’ di anni fa, scrittori ed editori rimanevano 2 figure nettamente distinte e complementari. Questo perché i costi dell’editoria tradizionale sono piuttosto elevati, impossibili da sostenere per uno scrittore ancora agli inizi. Allo stesso tempo, non sempre lo scrittore ha carta bianca. Infatti non bisogna dimenticare il fatto che le case editrici lavorano nel commercio e per ottenere buoni guadagni è necessario vendere un prodotto che abbia grande richiesta.

La rivoluzione del Self Publishing

Ai giorni nostri, invece, complici anche i numerosi passi avanti compiuti dalla tecnologia e dal mondo della rete, è possibile pubblicare i propri contenuti senza avvalersi della solita casa editrice. In che modo? Sfruttando i servizi messi a disposizione dai grandi colossi dell’e-commerce: Amazon su tutti.Infatti non tutti sanno che all’inizio Amazon era nata proprio come una libreria virtuale. Oggi utilizziamo questo portale per comprare ogni sorta di oggetto, ma pochi sanno che è rimasto attivo anche commercio di libri. Non solo, in fatto di Self Publishing Amazon può essere considerata una vera e propria casa editrice: una volta scritto il proprio libro, è possibile promuoverlo e venderlo attraverso il suo portale.

Amazon e il Self Publishing

La differenza principale tra Amazon una casa editrice tradizionale sta nel fatto che la prima non pone alcun vincolo agli scrittori. In altri parole tutti sono liberi di pubblicare i propri contenuti e i guadagni consistono in una percentuale che Amazon riconosce allo scrittore. Ciò porta a dei vantaggi non da poco: non vi è alcuna selezione in merito ai contenuti per cui lo scrittore può, a tutti gli effetti, auto-pubblicare il proprio libro, ovvero fare Self Publishing.

Self Publishing su Amazon e Partita IVA

I compensi che Amazon riconosce agli scrittori che pubblicano i loro contenuti attraverso il suo portale sono da considerarsi delle vere e proprie royalties per i diritti d’autore. Da un punto di vista fiscale queste ultime non sono tassate in quanto, ad essere tassati, sono i proventi finali riscossi dall’editore. Per farla breve, se pubblichi un libro con Amazon, saranno i proventi di quest’ultima ad essere tassati e non le royalties che vengono corrisposte allo scrittore.

Per fare Self Publishing non occorre la Partita IVA

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, le royalties non sono tassate pertanto lo scrittore non è tenuto ad aprire alcuna Partita IVA. Ciò è da considerarsi un grande vantaggio in quanto, specialmente in Italia, avere una Partita IVA è da considerarsi una vera e propria iattura. Come sa bene ogni libero professionista, la gestione di quest’ultima è davvero onerosa in quanto, a differenza di altri paesi, è obbligatorio avvalersi di un commercialista che deve essere pagato di tasca propria. Senza contare il fatto che, molto spesso, con la Partita IVA bisogna anticipare dei soldi allo Stato ancora prima di averli guadagnati.

Self Publishing senza Partita IVA: i limiti

Il parametro fondamentale che differenzia l’attività creativa-intelletuale da quella imprenditoriale sta proprio nella quantità di libri pubblicati: la soglia limite è di 10 – 12 libri annuali. In altre parole, se vuoi fare Self Publishing su Amazon risparmiandoti le inutili iatture che comporta la Partita IVA ti basterà stare attento al numero di libri che pubblichi annualmente. Se hai già toccato quota 1 o 12 libri non rischiare, puoi sempre pubblicare il tuo nuovo materiale l’anno seguente. In ogni caso, 10 – 12 libri annuali non sono pochi, pertanto possiamo dire che, senz’altro, quasi nessuno scrittore avrebbe necessità di aprire una Partita IVA.

Self Publishing su Amazon senza Partita IVA: conclusioni

Fare Self Publishing significa pubblicare i propri contenuti, ovvero diventare gli editori di se stessi. Nell’editoria tradizionale i costi sono davvero elevati, ma sfruttando un portale come Amazon, ecco che questi ultimi scompaiono. Infatti è Amazon che pubblica per conto dello scrittore, riconoscendo a quest’ultimo delle royalties in proporzione al numero di copie vendute. Da un lato lo scrittore ha il vantaggio di non dover investire un centesimo nella pubblicazione, dall’altro ha il vantaggio di non dover essere costretto ad aprire la Partita IVA in quanto le royalties non sono soggette a tassazione. Infatti la pubblicazione di 10 o massimo 12 libri all’anno non viene considerata attività imprenditoriale. Nonostante ciò, ogni libro venduto genera una rendita automatica a vita. In conclusione possiamo dire che fare Self Publishing su Amazon rappresenta sicuramente un’opportunità molto interessante da non perdere.

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